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Mascherine e intossicazione da Co2: tutto falso! Ecco perché si tratta di una bufala

Sebbene la guerra contro il Covid 19, Sars Cov-2, stia volgendo verso la fine, con la massiccia adesione alla campagna di vaccinazione del nostro Paese e di tutti i Paesi industrializzati, non è ancora così per molti posti nel mondo. Questo significa che la guardia non deve essere mai abbassata e che bisogna continuare a mantenere le misure di protezione. Tra queste c’è sicuramente la mascherina e il suo utilizzo nei luoghi chiusi (l’obbligo di usarla nei luoghi all’aperto è caduto la scorsa estate). In più, con l’arrivo del green pass, ottenuto dopo aver completato il ciclo di vaccinazione, si sta più sicuri al lavoro e nei luoghi di aggregazione. Nonostante ciò in alcune fasce di popolazione (no vax, no mask, no pass e negazionisti) resta ancora la convinzione non solo che il virus non esista, ma che le mascherine non servano a nulla e anzi, siano dannose per la salute. Si tratta di una clamorosa bufala, e qui ti spieghiamo perché.

Dispnea e troppa anidride carbonica nei polmoni: sensazioni che originano false credenze 

Chi non ama indossare la mascherina e i detrattori del suo utilizzo adducono come scusa il fatto che essa provochi un’intossicazione da anidride carbonica (CO2). In pratica il ricambio d’aria non avverrebbe, e i polmoni sarebbero costretti a respirare gas nocivo e non ossigeno. Ciò provoca dispnea, cioè sensazione di mancanza del respiro e fame d’aria. In realtà queste sensazioni possono verificarsi, ma sono dovute a tutt’altra ragione. Le mascherine che utilizziamo quotidianamente sono infatti traspiranti, quindi consentono il passaggio di ossigeno pur possedendo qualità filtranti sui virus (attenzione però a quelle in stoffa, non testate scientificamente). Perciò mascherine chirurgiche, FFP2 ed FFP3 sono del tutto sicure da questo punto di vista, perché sottoposte anche al test della traspirabilità. Quando allora sopraggiunge la dispnea e la cosiddetta “fame d’aria” si tratta di una reazione neurologica alla copertura del viso: una sorta di claustrofobia che scatenerebbe una risposta ansiosa (Studio portato avanti da Roberge, Kim e Benson).

Le mascherine NON sono dannose ma necessarie alla prevenzione da Covid 19 

Molti studi medici e scientifici hanno dunque dimostrato che non solo le mascherine non sono dannose, ma che siano indispensabili per evitare di contagiarsi del virus Covid 19 Sars Cov-2. Non solo: la mascherina può essere utilizzata tranquillamente anche per  allenamenti moderati e per 12 ore di lavoro continuative (come nel caso di medici e infermieri) senza alcun danno, se non alla pelle del viso. In questo caso però la dermatite da mascherina (o maskne) si combatte e si risolve con l’applicazione di qualche crema e lozione. Un altro studio (Samannan e sua equipe, 2020) ha infine dimostrato che non c’è alcuno squilibrio negli scambi gassosi, neppure nei soggetti che soffrano di insufficienza polmonare. La mascherina pertanto va usata sempre nei luoghi al chiuso o con assembramenti, e consente di proteggere anche da fastidiosi raffreddori e influenza stagionale. Lo dimostra il fatto che negli ultimi mesi del 2020 l’influenza ha colpito solo 1,4 persone su mille abitanti, contro la percentuale di 4,9 e 5,7 rispettivamente del 2019 e 2018 come si evince dai dati pubblicati da InfluNet-Epi, Rete italiana per la sorveglianza dell’influenza.

 

 

 

 

 

 

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